Non sempre riusciamo a mangiare liberamente ciò di cui abbiamo bisogno veramente!  Talvolta ci sentiamo “costretti” a “condizionamenti imposti” dalla società, dagli amici o dai familiari.

Molto spesso ci sono persone che preferiscono non uscire piuttosto che sentirsi criticati per scelte alimentari diverse o costretti a dire di NO sentendosi in colpa verso gli altri. Perchè questo succede?

Quando ci troviamo di fronte a punti di vista o idee differenti dalle nostre serve una grande elasticità mentale e forza di volontà per capire ed accettare la diversità dell’altro. Entrare in empatia e farsi accettare non è sempre facile, anzi, spesso può sembrare più semplice soccombere piuttosto che opporsi.

Credo sia indispensabile acquisire la capacità di differenziare tra:

  • l’essere capaci di andare d’accordo con le persone grazie all’ascolto, la comprensione e l’accettazione
  • e il sentirsi costretti ad andare d’accordo con tutti mancando di rispetto a noi stessi, perdendo la dignità, abbassandoci a valori diversi dai nostri pur di farci accettare o per incapacità a dire di NO

PERCHE’ scendiamo a COMPROMESSI con il CIBO?

Quando desideriamo cambiare stile di vita, superando le vecchie abitudini alimentari, ci troviamo di fronte al fatto di dovere affrontare anche difficoltà psicologiche che nulla hanno a che fare con il cibo ma che ci portano a mangiare un determinato cibo anche se non ne avremmo voglia…quindi ci ritroviamo a mangiare per:

  • fare piacere agli altri
  • non sapere dire di no
  • farsi notare

Accettare di agire contro le esigenze del nostro corpo non rappresenta il modo migliore di volersi bene e neanche di volere bene agli altri.

Il più delle volte si tratta di non ESSERE CAPACI A DIRE DI NO, dietro cui vi è sempre un BISOGNO DI ACCETTAZIONE!

E’ necessario prendere consapevolezza che bisogna emanciparsi dal giudizio degli altri arrivando a fare le nostre scelte con serenità e determinazione…questo non solo nella scelta di mangiare o meno.

Spesso dobbiamo comprendere che i conflitti emozionali relativi al bisogno di accettazione o paura dell’abbandono sono riconducibili al rapporto con i nostri genitori.  Prendiamo consapevolezza che possono essere rielaborati e lasciati andare, permettendoci di modificare il nostro rapporto con il cibo e i suoi compromessi.

Ricordiamoci che gli altri NON SONO TUTTI I NOSTRI GENITORI e perciò possiamo anche evitare di proiettare su di loro ruoli che non gli spettano e, soprattutto, possiamo uscire dal ruolo di BAMBINO a cui la mente ci continua a condurre.

 

(estratto da: “Il rapporto Mente-Cibo” di Michele Riefoli)

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